Credere, obbedire, ribattere

Pedalando lungo la riviera affollata di terremotati sfollati, chi ti incrocio? Un ex compagno di scuola con nero rottweiler al guinzaglio e nera felpa con su serigrafato il volto di Mussolini! Una nera cappa di incredula depressione mi copre, guardo ancora gli aquilani diventati pescaresi controvoglia e penso che ci son cose ben peggiori… per esempio quel 6×3, sfondo azzurro ultraterreno, su cui un candidato sindaco (sì, di centrodestra), mezzobusto ieratico, mano sul cuore, occhio tra il fisso e il lesso, recita: Io Credo in Te.
Mi avvicino, sperando nel Pasquino di turno. E infatti eccotela la risposta, scarabocchiata appena sotto, a pennarello nero: SIAMO NOI CHE NON TI CREDIAMO!
Luci e ombre, as usual.

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