Le Cirque du Gran Soleil

E i paesaggi assolati fintosiciliani. E il ristorante snobbettino con cameriere-ambrogino. E un terzo spot-meteora, dimenticabile. E… tutto scorre, nel circo della pubblicità alimentar-dolciaria italiana. Soprattutto quando ci si infogna e intestardisce su un prodotto che non incontra i gusti del pubblico. Quello che invece purtroppo resta, a tormentare i timpani dei poveri tele-radio-ascoltatori, è un jingle che definire stomachevole è poco.
Ma non siamo gli unici da compiangere. Pensate ai creativi che su quel prodotto imprecano da anni, riunioni su riunioni, brainstorming su brainstorming, degustazioni su degustazioni, e mai che si trovi l’idea giusta, il tono giusto (o forse: il brief giusto? E’ colpa dell’account!, è sbagliato il posizionamento, il target!). Altrimenti non si spiegherebbe il recente ricorso all’artiglieria pesante, con ben DUE testimonial famosi contemporaneamente, per l’ennesimo spot del “nettare degli dei” (che ciofeca di payoff!): una serie di salamelecchi tra una bionda nazionalpopolare e il suo grigio vicino di casa, che decantano le virtù digestive e rasserenanti (a proposito di aggettivi: è più esilarante o irritante, il parallelo sonoro tra il naming “Soleil” e il verbo “Solleva”?) di un sorbetto che nessuno, neanche il consumatore meno dieteticamente consapevole, neanche se lo facessero ai gusti di tè verde/aloe vera/uva fragola, ha intenzione di sorbirsi.

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4 Risposte to “Le Cirque du Gran Soleil”

  1. Luigi Muzii Says:

    Lo scorso agosto me ne hanno propinata una scorta gratuita a tutti i gusti che non ha soddisfatto nessuno. Certo, affidare la pubblicità a una donna giunonica, migliore erede della Sandrocchia nazionale di felliniano ricorso, e a un comico che non riesce nemmeno più a far sorridere sarà pure artiglieria pesante, ma a salve, come il botto di mezzodì del Gianicolo. Eppure il committente è prestigioso e i bob bon hanno superato la prova di pubblicità anche peggiori (v. Ambrogio, appunto, che meglio sarebbe stato di colore).

  2. loscopriremosoloscrivendo Says:

    Infatti, non mi pare che nei supermercati ci sia la fila per comprare i vituperati G.S.; al contrario, è molto difficile resistere alla tentazione di arraffare dei cioccolatosi F.R. (anche loro, strategicamente disposti vicino alle casse) mentre si è in coda!

  3. Luigi Muzii Says:

    Aggiungo che il più famoso prodotto della casa non ha praticamente mai avuto bisogno di pubblicità, anzi. Da ragazzino odiavo i suoi cloni, non perché fossi condizionato dalla pubblicità su Topolino o sul Corriere dei Piccoli, ma perché, al confronto, erano vere ciofeche.

  4. loscopriremosoloscrivendo Says:

    Un’aggiunta che risveglia dolci ricordi d’infanzia anche nella sottoscritta (tranne quando ho provato la concorrente bicolore… orrore)!!! Come questa pagina che appariva su Topolino: http://www.80s.it/index.php?cid=7&file=show-details&news_id=150&page=1
    Per restare ancorati a tempi più moderni, invece, forse oggi l’unica che può competere con la “crema delle creme” è questa:
    http://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/dolci/nutella.htm

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