Archive for the ‘inclassificabili’ Category

Degli specchi e delle allodole

30 settembre 2010

Unico, prezioso, criptico Lucio, nessuno sa evocarli meglio di te.

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Profumo di scuola

11 settembre 2009

Se, oltrepassata la metà del cammin di tua vita, in un giorno di metà settembre passerai davanti alla più grande libreria scolastica della tua città, non avrai scampo. Una folata traditrice e inconfondibile ti investirà: quella di libro di scuola nuovo. Impilato su tavoli a portata di frenetiche mamme o costretto in scaffali protetti da una barriera di senili commesse, il libro di scuola appena uscito ha un odore tutto suo, peculiare, che invade ogni angolo della libreria, ne valica le porte a vetri (secondo me lasciate aperte apposta, come fanno anche i fornai!) e si insinua fuori, a catturare nelle sue spire nostalgiche i malcapitati passanti. Un odore più “gommato” che cartaceo… fresco caldo, dolce, pungente e suadente, del tutto dissimile da quello di altri testi pur freschi di stampa — e qualcuno ne ho maneggiato anch’io, quando fresca di laurea sgobbavo in un’altra libreria (non ha un sito, ed è tutto dire) per due lire nere e in barba alla 626. Saranno gli inchiostri (particolarmente atossici, adatti a giovani mani), saranno gli imballaggi, sarà che la scia del libro-nuovo si porta appresso anche il diario-l’astuccio-la cartella-i pastelli-i quaderni nuovi, ma quell’aroma di elementare entusiasmo, speranza, fiducia nel futuro mi ha drogata. Hmmm, devo assolutamente inalarne ancora!

Solo canzonette?

26 agosto 2009

Leggere lo straziante reportage di Ezio Mauro mentre si sta comodamente sdraiati all’ombra, davanti alla riposante visione di una spiaggia dorata e spopolata, baciata da acque limpide e tiepide, fa l’effetto di un cazzotto a freddo in piena faccia.
Ritrovare sulla scrivania, una volta a casa, una nuova, spensierata lista con cui aggiornare le precedenti puntate:

Ciao Mare – Raoul Casadei
Ferragosto – Raoul Casadei
L’estate sta finendo – Righeira
I tuoi occhi sono pieni di sale – Rino Gaetano
Acqua azzurra, acqua chiara – Lucio Battisti
La canzone del Sole – Luci Battisti
Eppur mi son scordato di te – Lucio Battisti
Con le pinne, fucile ed occhiali – Edoardo Vianello
Sei diventata nera – Edoardo Vianello
Stessa spiaggia, stesso mare – Piero Focaccia
Ma dove vanno i marinai – Dalla/De Gregori
Titanic – Francesco De Gregori
Cocco bello, cocco fresco – Ombretta Colli
Limonata cha cha – Giuni Russo
Quando calienta il sol – cantato non mi ricordo da chi, ma chissene…

fa sembrare tutto irrimediabilmente superficiale, stupido, futile. E la voglia di dire BASTA (alle canzonette, alle leggi disumane, a un’Italia sempre più chiusa e vecchia) cresce, cresce, cresce… poi si scopre (ovviamente, in ritardo) che qualcuno ha unito mare e migranti, e che ne ha fatto musica.

Questione di spelling

20 luglio 2009

Dopo copirait, copyright, copyraighter, copisterista e copyche???, c’è ancora chi infila nuove “perle” nel rosario degli e/orrori ortografici. Sarà che occuparsi semplicemente di grafica non lascia tempo per sfogliare superflui, complicati dizionari.

Buona Estate

12 giugno 2009

Loscopriremosoloscrivendo va in pausa, estiva e di riflessione. A mo’ di augurio e saluto, lascia a lettori fedeli e passanti occasionali le scombinate tracce musicali di un’ideale compilation in progress, nata da una delle ossessioni più longeve e positive della sua autrice. I link ad autori e canzoni al momento non ci sono: ci si divertirà a metterli, con calma e con cura (che al momento bisogna riservare ad altre occupazioni), tra un tuffo e l’altro nella Rete. Ciao!

P.S.: anche al naming di questa compilation si dovrà pensare, un giorno o l’altro… mannaggia alla deformazione professionale!

***

Verso Sud – Negrita
Sapore di Sale – Gino Paoli
Onda su Onda – Paolo Conte
Mare mare mare – Luca Carboni
A Wonderful Summer on a Solitary Beach – Franco Battiato
Ho scritto T’Amo sulla sabbia – Franco IV e Franco I
Il mare d’inverno – Enrico Ruggeri/Loredana Bertè
Com’è profondo il mare – Lucio Dalla
Spiagge – Renato Zero
Creuza de Ma’ – Fabrizio De Andrè
Il pescatore – Fabrizio De Andrè
Pescatore – Pierangelo Bertoli/Fiorella Mannoia
Finché la barca va – Orietta Berti
Titanic – Francesco De Gregori
Ma dove vanno i marinai – Lucio Dalla/Francesco De Gregori
Tropicana – Gruppo Italiano
Abbronzatissima – Edoardo Vianello
Odio l’estate – Sergio Martino
C’è un uomo in mezzo al mare – Trio Darling
Vamos a la Playa – Righeira
Voglio andare al mare – Vasco Rossi
Il mare verticale – Paolo Benvegnù

3:32 am

6 aprile 2009

Svegliarsi per l’effetto di una violenta ninna nanna con il letto che ti balla sotto, il tintinnìo dei mobili, il fischio degli allarmi, un rombo da tornado che ti invade le orecchie e che non avresti mai voluto riascoltare, l’aria calda, satura, strana. Raggomitolarsi sotto il letto mentre tutto continua a tremare, pensare che potresti restarci sepolta sotto, visioni di travi e macerie, rimettersi in piedi, andare scalza a tentoni nel buio, arraffare una sciarpa qualsiasi e buttarsela al collo, spalancare finalmente la porta e ritrovarsi sul pianerottolo a gridare Aiuto con una voce che non è la tua. E siamo solo a Pescara.

Pronta per lo yoga

24 marzo 2009

“Gli uomini passano la propria vita a espandere la propria mente, a istruirsi… e poi tutto quello che vogliono è spegnersi il cervello”.
John Turturro, in questo film.

Siam messi così

20 marzo 2009

Chi pensa che la vita di provincia sia una quaresima, potrebbe domani fare un salto qui.

Nomen Omen

19 marzo 2009

Come preannunciato, da ieri avrei dovuto (iniziare a) dedicare tutte le mie energie ad altro; nel pomeriggio però, un occhio fuori l’ho buttato. E che ti vedo, fresco di colla sui muri? Un candido manifesto 6×3, contenente un accorato?, severo?, equanime?, paternalistico! appello: Smettetela di litigare. Il fastidio istantaneo per l’assenza del plurale maiestatis (sarebbe stato opportuno uno “smettiamola”, semmai) è stato subito scacciato dall’ilarità: se pensate che a firmare l’imperativa frase è uno che, di cognome, fa Casini… all’anonimo ghost writer di turno, chapeau!

P. S.: per godervi ulteriori, arguti commenti e dare un’occhiata al visual che accompagna il claim di cui sopra — una stilizzata, picassiana colomba con rametto d’ulivo nel becco — fate un salto qui.
Qui, invece, c’è un altro intervento della sottoscritta in materia di comunicazione politica (la filosofia del maiale colpisce ancora!).

Dal Califfo alle Califfe

6 marzo 2009

Stamattina combattevo una battaglia persa con lo sciacquone del water, quando le mie orecchie sommerse da rumori acquei sono state raggiunte dalla voce del Califfo: intervistato da Radio Capital, si lamentava di esser stato frainteso. Mollare il prosaico, ostinato sciacquone per schizzare in soggiorno non è servito a farmi capire bene l’oggetto del dibattere: c’entravano l’otto marzo, le femministe, qualcosa che lui dovrebbe fare a Roma. Ora, Califano non mi è mai stato particolarmente simpatico, ma ho avvertito nella sua voce una vibrazione rara: quella del rispetto per le donne, un sentimento che o c’è o non c’è, e che non risuona affatto nei proclami di tanti altri personaggi pubblici magari più giovani, più impegnati, più politically/gender correct, e mi sono ricordata delle sue parole tenere nei confronti di Mita Medici, citata in un’altra, remota intervista (perdonatemi, ma lo sgocciolìo di sottofondo mi rimanda ad altre emergenze, risucchiandomi le energie necessarie per pescare il link giusto nel maremagno internettiano). Bene (bene?). Prima di impantanarmi nelle vischiosissime, letali sabbie tematiche del rapporto tra i sessi nel postsessantotto e nel postmoderno, mi attacco alla mitica Mita (rima scontata ma ‘azz, non è che un passato quasi decennale da copywriter si sconta tanto facilmente) per invitarvi ad ammirare due splendide italiane francesizzate, oggi immortalate su Repubblica.it con tanto di galleria fotografica (link? In attesa di imparare a inserirlo da vera blogger, eccolo: http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/awards-donne/1.html).

Bellucci e Cardinale: due generazioni, due bellezze senza tempo, unite dal comune rifiuto di botulini e lifting. Monica fragile con le borse sotto gli occhi e il collo increspato, Claudia con le rughe e il sorriso tigresco che bucano il trucco le trovo molto rinfrescanti, oltre che affascinanti: due vere Califfe*. Alla faccia delle mostruose, strarifatte LolloSofie.

E adesso scusatemi, ma lo sciacquone mi reclama: tempo fa un gentile califfo (no che non ti linko, tranqui!) in vena idraulica si era offerto di ripararlo, e invece mi toccherà chiamare l’idraulico. Serves me right.

*ora mi tocca pure citare Bevilacqua, altro maschio personaggio che non mi piace granché. Cavolo, non pensavo che tenere un blog potesse condurmi a tali derive!