Archive for the ‘ospitate’ Category

Blog fermo? Cherchez le livre…

5 gennaio 2016

La scorsa settimana, leggendo il puntuale consuntivo della mia attività su WordPress nel 2015, la realtà dei fatti mi è balzata agli occhi, pur se parzialmente attutita da simpatici, originali paragoni e picchi lusinghieri: nell’anno appena trascorso, ho postato su questo blog soltanto 4 – dico 4! – articoli.

Colpa del libro, quel libro che ne porta il titolo senza ricalcarne fedelmente i contenuti. A fine aprile, l’uscita in ebook e su carta di “Lo scopriremo solo scrivendo”, complici la competente testardaggine dell’agente letteraria Anna Mioni e la disponibilità dell’Ideawriter Marco Fossati (il quale, con i suoi apprezzatissimi Undici irresistibili motivi riportati anche in quarta di copertina, dava alle mie 200 pagine un’appetitosa impepata propiziatoria), rappresentò il sospirato compimento di anni di stesure, ripensamenti, fatiche, lacrime e risate.
Nei mesi a seguire, con mia grande sorpresa, l’aspetto ludico della scrittura e soprattutto della sua presentazione al pubblico si sono ripresi il giusto spazio e tempo, facendomi scoprire nuovi aspetti del testo… e di me. Questo anche grazie all’incontro con una serie di relatori, che per la maggior parte non conoscevo personalmente ma che, per un motivo o un altro, mi erano stati suggeriti da contatti comuni. La curiosità prevalse infine sull’ansia da prestazione e, accettando il saggio consiglio di un libraio indipendente,
“Lasciati qualche buco nero: non prepararti troppo!”,
decisi di seguire il flusso degli eventi, cogliendo di volta in volta l’occasione di conoscere persone che definire “speciali” è poco.

Dagli inizi trepidanti in clima pre-estivo (con relativa soluzione del femminile dilemma Cosa Mi Metto?, che rinviava ad annose questioni sul come ci si vede e come si vuole essere viste: autrici di libri sì, intellettuali sì, ma anche presentabili sotto altri aspetti), a Chieti (mia città natale, dunque potenzialmente benevola) con l’incontro organizzato alla Libreria De Luca, presentata dalla colta, empatica studiosa e autrice Luisa Gasbarri: sentirla tracciare paralleli tra il mio libro e quelli di Balestrini, Ballestra, Volponi, Pontiggia e Murgia, tirando infine in ballo Flaiano e Pirandello, mi fece mancare la voce alle prime battute, salvo poi riconquistare padronanza di me e del microfono, iniziando così a godermi la presentazione fino all’ultima parola, dediche sulle copie comprese.

Cominciai a sentirmi un po’ meno inadeguata, pronta ad affrontare la replica a due settimane di distanza alla Feltrinelli di Pescara, mia città d’adozione – o, meglio, affidataria. E con chi, stavolta? Con un affilato, arguto columnist che avevo letto con piacere fin dai tempi delle prime free press cittadine, e che di articolo in articolo si era conquistato negli anni meritatissime e più quotate collaborazioni con il Fatto, L’Espresso e Repubblica: Maurizio Di Fazio. Ne uscì un dialogo scoppiettante sui vizi (molti) e virtù (poche) dell’editoria, degli scrivani, della città che ancora mi fa sorridere e che fece sor-ridere anche chi intervenne alla presentazione; nonché un contatto affettuoso e duraturo.

Tempo sette giorni e partivo per Castelfranco Veneto, sede legale, amministrativa e creativa del mio editore Andrea Tralli, che aveva organizzato in loco un PandaFest con relative mini-presentazioni di tutti i suoi autori. Abbarbicati su una collinetta di un ridente agriturismo, riparati dallo scroscio improvviso di una pioggia estiva con seguente doppio arcobaleno, illustrai alcuni aspetti del mio memoir a un pubblico di perfetti sconosciuti che, nel corso della cena a seguire, si rivelarono molto amichevoli, quasi familiari.

Di Fest in Festival, arrivò anche fine luglio, con una duplice incursione letteraria in terra teramana nel giro di quattro giorni: prima al Martinbook di Martinsicuro, dove nello scenario agro-archeologico della Torre Carlo V un robusto, occhialuto apparente post-adolescente in t-shirt nera mi sorprese con puntute considerazioni sul mio libro e la sua abilità nel metterlo in relazione con quello di altri autori presenti e dove, (so)spinta dal dedicatario Miglior Nemico, trovai la nonchalance necessaria per salutare Alcide Pierantozzi; poi a Roseto degli Abruzzi, nella curatissima libreria “La Cura” gremita dall’eloquio elegante di Simone Gambacorta, antidoto al caldo torrido e alla stanchezza procuratami da quattro mesi di emozioni consecutive, non ultime la seconda ristampa del mio libro e la (tardiva ma felice) scoperta di una recensione positiva di Loredana Lipperini apparsa su “Repubblica”: ecco allora da dove arrivava quel picco di accessi al blog a maggio… gaudio, giubilo e riconoscenza! Forse sì, mi ero meritata una pausa estiva.

Ad autunno finalmente conclamato, radunate le fila di multipli contatti virtuali e vocali, salii su un Freccia Bianca diretto a Brindisi, arrivando giusto in tempo per la presentazione concordata alla libreria Culturando, propiziata dalla scrittrice e amica Clara Nubile, organizzata dall’operatore culturale Michele Bombacigno (autore di un’altra bella recensione) in seno alla Società “Dante Alighieri”: con la professoressa Sabrina Amorella, inesauribile fonte di domande e riflessioni, e l’attrice Francesca Danese, che mi regalò il piacere unico di sentire interpretati brani del mio libro, si crearono un’alchimia, una simpatia, un’empatia straordinarie, accolte con calore da un pubblico attento e interessato; il tour della Brindisi notturna completò una serata davvero memorabile.

Back home, c’era da concentrarsi sugli ultimi due appuntamenti dell’anno: a novembre, quella inserita nel calendario del FLA – Festival delle Letterature dell’Adriatico, per una matinée insieme alla giornalista Giovanna Di Lello, a sua volta anima del Premio e del Festival intitolati a John Fante, e che con quella di John Fante mise in relazione la mia opera nel corso di una bella intervista; a dicembre, la discussione di “Lo scopriremo solo scrivendo” con lo splendido, eterogeneo gruppo di lettura della Biblioteca Di Giampaolo, capitanato dall’instancabile Nadia D’Onofrio, che tra una pizza e un cocktail mi regalarono nuove prospettive di lettura sul mio libro: pensavo, essendone l’autrice, di conoscerlo a fondo e di avere tutte le risposte – risposte dirette, in particolare, a chi certe meccaniche e situazioni le bazzica per lavoro e per vissuti; invece mi resi conto che il libro “dice” molto anche ai cosiddetti non addetti ai lavori (pubblicitari, editoriali, markettari, cultural-scrivani). E che non sempre si può/deve rispondere a tutte le domande, che è bene lasciare anche aperte le discussioni.

Per tutti questi buoni motivi, e con tre eccezioni: il pezzo “Da cosa nasce… cosa?”, apparso su “Doppiozero” lo scorso giugno; il racconto “Arise and walk”, il mio primo uscito in traduzione inglese sulla mitica Chicago Quarterly Review; e il ricordo familiare “Fuorilegge”, pubblicato sul mio profilo Medium, il 2015 per me è stato un anno di parole parlate (e lette), più che scritte. Anche questo blog ne ha fatto le spese. Ma l’ultima parola no, quella qui non è ancora detta: perciò, stay tuned!

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Un epilogo in Dolce Attesa

7 maggio 2012

Esce oggi su Doppiozero Facciamo a capirci, epilogo del mio romanzo (inedito), omonimo talvolta omologo di questo blog.
Grazie di cuore ad Angelo Orlando Meloni e Ivan Baio, splendidi curatori della sezione Dolce Attesa, e a chi mi ha sopportata e supportata oltre misura nel corso di altre innumerevoli, vane, lunghe attese!

Eerie Kate

2 novembre 2011

Vuoi per “la necessità di coltivare il proprio personale canone letterario e musicale” (cfr. la memorabile lezione su lettura e scrittura tenuta sabato scorso da Simone Caltabellota a questo Festival che mi vide finalista sotto pseudonimo con questo racconto) e il contestuale ricordo di un emozionante libro scoperto a tredici anni, vuoi per Ognissanti e i Defunti trascorsi a lumi accesi, ricordi per interposta persona e parentele ravvivate, vuoi per le lunghe mattine che ancora trascorro a guidare con spericolata cautela nelle scoscese brume campagnole delle contrade teramane*, aspettandomi di veder sbucare ad ogni angolo uno spirito del bosco, fatto sta che non riesco a togliermi più questa canzone, questo video, soprattutto questa soprannaturale cantante dalla testa:

*per essere più precisi, Padune di Montepagano, dove scopro or ora che Ennio Flaiano aveva una nonna!… sono sempre più convinta che il caso non esista, gli spiriti sì.

“Allora, che mi RACCONTI?”

14 giugno 2010

Non so voi, ma questa innocente domanda, rivoltami da conoscenti che magari non vedo da tempo, mi mette spesso in difficoltà. Oggi però un paio di cosette da raccontare e sfoggiare ce l’ho:
– il mio racconto “Alzati e cammina” (in una prima versione inedita e leggermente diversa da questa pubblicata on line lo scorso aprile) ha vinto l’altroieri il Premio Teramo (sito non ancora aggiornato con i risultati ma presto lo sarà), nella sezione intitolata allo scrittore Mario Pomilio. Premurosissima, puntuale e generosa l’organizzazione, con albergo, cadeau, aperitivo, cena, consigli turistici, giuria di qualità, pubblicazione e grandi ospiti compresi;
un altro mio racconto è uscito tempo fa su internet, ma sull’onda dell’euforia post-premiale lo segnalo solo ora;
– questo imperfetto blog si prende una vacanza dall’imperfetto WordPress (cfr. le didascalie scombinate delle foto di seguito): auguro una bella estate a lettori abituali e occasionali, commentatori, linkatori e anche, perché no? agli invidiosi e ai detrattori (e chi ha “capa”, capisca ;-))


Primi, magici istanti sul palcoscenico: il sorridente “Brava!” di Ena Marchi mi manda in orbita…


Ena Marchi editor Adelphi in lettura della motivazione, Sandro Galantini “bravo presentatore” in partecipato ascolto, la scrivana scrittrice in brodo di giuggiole

presentatore e premiata in attesa dell'ambita statuetta...

Il Prefetto di Teramo (o era il Viceprefetto? Non ricordo, troppa emozione!) mi consegna l'agognata statuetta, mentre un cameraman entra in azione...



Tra ospiti illustri e illustri sconosciuti, tutti i premiati del “Teramo” 2010: Edoardo Albinati, Emanuela Verdone, Alberto Arbasino, Franca Di Muzio, Daniela Fabrizi.

Felicemente terza

25 settembre 2009

Scegliere tre titoli dal catalogo di una casa editrice che ami e vederteli recapitare a casa: dolce incombenza, resa ancora più piacevole dal fatto che i libri li hai vinti a un concorso!
Grazie dunque ad Amélie, per aver fatto scoccare la scintilla della scrittura (anzi, del sequel) col suo inquietante romanzo e all’appassionata, instancabile Redazione capitolino-bulgakoviana.
P.S.: Approfitto dell’occasione per riproporre una mia recensione nothombiana apparsa sulle pagine virtuali di un bel Taccuino da tempo latitante.

C’erano due abruzzesi, una triestina e una veronese…

9 maggio 2009

…ovvero la sottoscritta, Caterina Falconi, Federica Marzi e Francesca Bonafini, che se ne andavano in giro per l’Italia presentando una certa antologia. Oggi alle 18, tappa a Chieti, presso la libreria De Luca. Vi aspettiamo!

Sconfinamenti

23 aprile 2009

Ammorbata da manifesti elettorali ai confini della decenza, me ne vado per qualche giorno oltre i confini regionali (ma non tanto lontano come un anno fa, purtroppo).

Nomen Omen

19 marzo 2009

Come preannunciato, da ieri avrei dovuto (iniziare a) dedicare tutte le mie energie ad altro; nel pomeriggio però, un occhio fuori l’ho buttato. E che ti vedo, fresco di colla sui muri? Un candido manifesto 6×3, contenente un accorato?, severo?, equanime?, paternalistico! appello: Smettetela di litigare. Il fastidio istantaneo per l’assenza del plurale maiestatis (sarebbe stato opportuno uno “smettiamola”, semmai) è stato subito scacciato dall’ilarità: se pensate che a firmare l’imperativa frase è uno che, di cognome, fa Casini… all’anonimo ghost writer di turno, chapeau!

P. S.: per godervi ulteriori, arguti commenti e dare un’occhiata al visual che accompagna il claim di cui sopra — una stilizzata, picassiana colomba con rametto d’ulivo nel becco — fate un salto qui.
Qui, invece, c’è un altro intervento della sottoscritta in materia di comunicazione politica (la filosofia del maiale colpisce ancora!).

Piovono brief (e non solo)

18 marzo 2009

Fuori il sole splende ma c’è pochissimo tempo per goderselo: una nuova deadline, nuovi impegni incombono. Per rispettarli e allo stesso tempo tener vivo ‘sto Tamagotchi di blog (magari affamandolo per qualche giorno, ma è quasi primavera e stare un po’ a dieta ci può stare), faccio ricorso alla “filosofia del maiale”* tanto popolare tra noi cosiddetti creativi**, riciclando questo: scritto e pubblicato il mese scorso ma ancora attuale, dato che il monumento in questione fa ancora (brutta) mostra di sé nella piazza principale della mia città e la sua costosa, oscura vicenda è tutt’altro che finita. Purtroppo.

*“Non si butta via niente”.
**Questo supponente appellativo non mi è mai piaciuto: prima o poi ne farò oggetto di un post e/o ne troverò uno migliore.