Profumo di scuola

Se, oltrepassata la metà del cammin di tua vita, in un giorno di metà settembre passerai davanti alla più grande libreria scolastica della tua città, non avrai scampo. Una folata traditrice e inconfondibile ti investirà: quella di libro di scuola nuovo. Impilato su tavoli a portata di frenetiche mamme o costretto in scaffali protetti da una barriera di senili commesse, il libro di scuola appena uscito ha un odore tutto suo, peculiare, che invade ogni angolo della libreria, ne valica le porte a vetri (secondo me lasciate aperte apposta, come fanno anche i fornai!) e si insinua fuori, a catturare nelle sue spire nostalgiche i malcapitati passanti. Un odore più “gommato” che cartaceo… fresco caldo, dolce, pungente e suadente, del tutto dissimile da quello di altri testi pur freschi di stampa — e qualcuno ne ho maneggiato anch’io, quando fresca di laurea sgobbavo in un’altra libreria (non ha un sito, ed è tutto dire) per due lire nere e in barba alla 626. Saranno gli inchiostri (particolarmente atossici, adatti a giovani mani), saranno gli imballaggi, sarà che la scia del libro-nuovo si porta appresso anche il diario-l’astuccio-la cartella-i pastelli-i quaderni nuovi, ma quell’aroma di elementare entusiasmo, speranza, fiducia nel futuro mi ha drogata. Hmmm, devo assolutamente inalarne ancora!

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